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6 marzo 2009 0:00 - Doralice Russo
Condivido la possibiltà di poter manifestare anticipatamente ed in modo vincolante la propria volontà circa itrattamenti sanitari cui sottoporsi. Tali scelte rientrano nella sfera individuale del soggetto e come tali devono essere rispettate.La sofferenza appartiene al soggetto che la patisce e per questo motivo la persona ha il diritto di scegliere come gestire in modo lecito la propria patologia, senza ingerenze limitative della legge.La legge, per sua natura, ha carattere generale ed astratto e mal si presta a regolare situazioni strettamente personali.
27 febbraio 2009 0:00 - erme

......."Ogni medico,in assenza di un diniego formulato e sottoscritto al momento,deve curare il paziente fino all'ultimo,preoccupandosi di lenirgli le sofferenze....GIURAMENTO DI IPPOCRATE......"

Passarelli dr.Ermenegildo
POZZILLI (Isernia)

25 febbraio 2009 8.03
11 febbraio 2009 0:00 - Aldo Flora
La possibilità di ricorrere ad un testamento biologico che mi garantisca una "buon morte" (qualora decidessi in tal senso PESONALMENTE o DELEGANDO), mi sembra costituisca una sorta di "minimo sindacale/decisionale", in grado di dare un senso compiuto a due irrinunciabili vocaboli della lingua italiana: CIVILTA' e LIBERTA'.
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