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Acque urbane inquinate e loro trattamento. Italia deferita a Corte Ue per inadempienza oltre dieci anni dalla scadenza. Interrogazione
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Iniziativa 
14 maggio 2010 11:41
 
Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

- Al Presidente del Consiglio
- Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Premesso che:
- in base alla direttiva 91/271/CEE il nostro Paese avrebbe dovuto predisporre, entro il 31 dicembre 2000, sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15mila abitanti;

- recentemente, la Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE per violazione della richiamata direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue urbane;

- risulta infatti che un numero elevato di città e centri urbani non sia in regola con la normativa, per cui già nel 2004 l'Italia aveva ricevuto una prima lettera di diffida e un secondo e ultimo avviso è stato notificato nel febbraio 2009;

- tali diffide erano relative alla situazione di circa 178 città e centri urbani, tra cui Reggio Calabria, Lamezia Terme, Caserta, Capri, Ischia, Messina, Palermo, San Remo, Albenga e Vicenza, che non si erano ancora conformati alla direttiva sul trattamento delle acque reflue;

- oggi, il deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia europea è dovuto alla situazione ancora irregolare dei comuni di Capri, Ischia, San Remo, Albenga e Vicenza;

- l'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che ha pubblicamente denunciato queste inadempienze, ha anche evidenziato come, proprio negli stessi giorni, la Federazione per l'educazione ambientale avesse assegnato il maggior numero di bandiere blu (17 per mare e spiagge pulite e qualita' dei servizi) alla Liguria, regione in cui ci sono ben 19 Comuni e aggregazioni urbane inadempienti al trattamento delle acque reflue urbane.

Considerato che:
- le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi e rappresentano pertanto un rischio per la sanità pubblica;

- esse contengono quantità notevoli di nutrienti come l'azoto e il fosforo che possono contaminare le acque dolci e l'ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita (eutrofizzazione).

Per sapere:
- i motivi del clamoroso ritardo da parte delle citate amministrazioni comunali nel regolarizzare il trattamento delle acque reflue del proprio Comune in modo conforme a quanto previsto dalla direttiva comunitaria 91/271/CEE;

- quali provvedimenti si intendano adottare per adeguare nel territorio nazionale il trattamento delle acque reflue a quanto disposto dalla richiamata normativa comunitaria, ed evitare in tal modo una condanna dell'Italia da parte della Corte di giustizia della Ue.
Consulenza
Ufficio reclami
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