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Pedaggi raccordi stradali illeciti? Interrogazione
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Iniziativa 
3 luglio 2010 12:02
 
Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca

- Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Economia e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

premesso che:

- Il decreto legge n. 78/2010 che istituisce il pedaggio forfettario per i raccordi autostradali recita all’articolo 15, comma 2: “In fase transitoria, a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data di applicazione dei pedaggi di cui al comma 1, comunque non oltre il 31 dicembre 2011, ANAS S.p.A. e' autorizzata ad applicare una maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5, presso le stazioni di esazione delle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS. Le stazioni di cui al precedente periodo sono individuate con il medesimo DPCM di cui al comma 1. Gli importi delle maggiorazioni sono da intendersi IVA esclusa. Le maggiorazioni tariffarie di cui al presente comma non potranno comunque comportare un incremento superiore al 25% del pedaggio altrimenti dovuto”.

- Dal 1 luglio 2010, l’Anas esige il pagamento del pedaggio forfettario. Nel comunicato stampa in cui annuncia l'applicazione del pedaggio, l'Anas afferma che il Dpcm di cui sopra e' stato emesso il 25 giugno. Ma come ha segnalato l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) tale decreto non risulta all'Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio. E anche ove il decreto fosse stato adottato dalla Presidenza, previo parere del Consiglio di Stato, devono essere sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti (controllo di legittimità) e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale (art. 17, comma 4, legge 400/1988). Non risulta però alcun visto della Corte dei conti e soprattutto non vi è stata ad oggi pubblicazione in GU.
Come noto, fino alla sua pubblicazione in GU, i decreti ministeriali hanno valore di una semplice circolare.

- Interpellata dall'Aduc l’Anas S.p.A. ha scritto quanto segue:
“Le confermiamo che la data del DPCM è quella del 25 giugno 2010. Il testo del dpcm non possiamo diffonderlo perché è un atto di competenza della Presidenza del Consiglio, unica abilitata alla sua diffusione prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, altrimenti l'avremmo già pubblicato sul nostro sito.
Cordiali saluti,
Ufficio Stampa Anas”

- Secondo l'Aduc siamo quindi di fronte ad una situazione di illegalità: gli automobilisti sono costretti a pagare in forza di un decreto che ancora non è efficace e quindi in violazione della legge stessa che prevede tali pedaggi.

Considerato che:
il meccanismo della provvisorietà in attesa che entrino in vigore le norme per il pagamento vero e proprio del pedaggio, entro e non oltre il 31 dicembre 2011, si configura come il pagamento di un tributo e non di un corrispettivo per l'uso di un servizio. Ad esempio, nel caso di Firenze/Siena (raccordo Autopalio) il pagamento e' dovuto da chiunque esca al casello autostradale di Firenze-Certosa, anche se poi non imbocca l'Autopalio per recarsi a Siena; situazione che scade nell'assurdo per cui chi da Siena arriva a Firenze attraverso l'Autopalio, pur avendo fruito del servizio stradale soggetto a pagamento, non deve versare nulla.

Per sapere:
- come i ministri interpellati intendano intervenire per ordinare all'Anas l'immediato blocco dell'esazione fino alla pubblicazione in GU del Dpcm;
- come i ministri intendano agire per la restituzione del pedaggio forfettario riscosso illegalmente;
- come intendano porre rimedio alla situazione del casello autostradale Firenze-Certosa, dove il pedaggio forfettario si configura come vero e proprio tributo.
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