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Modifica alla disciplina dell'otto per mille
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Proposta 
18 settembre 2009 14:27
 
disegno di legge dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (Radicali - Pd)

Relazione

Onorevoli senatori! - "Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verita' e non hai soggezione di nessuno perche' non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E' lecito o no pagare il tributo a Cesare?". Ma Gesu', conoscendo la loro malizia, rispose: "Ipocriti, perche' mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' loro: "Di chi e' questa immagine e l'iscrizione?". Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che e' di Cesare e a Dio quello che e' di Dio". A queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono”.
Vangelo (Matteo 22, 15-21)
Dare a Dio e a Cesare quanto di loro competenza e' uno dei principi cardini delle societa' non teocratiche e di Stati non confessionali. La commistione del potere temporale della Chiesa Cattolica trascinatosi per secoli, e di cui l'Italia e' stata testimonianza con lo Stato Pontificio, non si e' interrotta improvvisamente dopo la breccia di Porta Pia.
Tra le questioni irrisolte ed ereditate, quelle economiche: gratta gratta, sotto la fede ci si trova la roba, denunciava Ernesto Rossi, autore di testi come "Il manganello e l'aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel ventennio". E sui soldi il Concordato non si risparmia. Inizialmente lo Stato italiano pagava direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della congrua. Poi il "nuovo" Concordato del 1984 voluto dall'allora presidente del Consiglio dei ministri, Bettino Craxi, decise per un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza piu' democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l'8 per mille dell'intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo Stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi.
Il tutto e' normato dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 "Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi", e in particolare dagli articoli 47 e 48 che istituiscono il meccanismo perverso con cui non solo lo Stato sottrae denari del contribuente dalle casse pubbliche per riversarli per lo piu' in quelle vaticane, ma apre un pozzo senza fondo. Se apparentemente sembra che stia al contribuente la scelta di sottrarre quel denaro delle imposte per riversarlo alla Chiesa, in pratica chi sceglie lo fa anche per chi non lo fa, infatti si istituisce la clausola della ripartizione delle quote non espresse.
Secondo gli ultimi dati disponibili, neppure la meta' dei contribuenti sceglie a chi destinare l'8 per mille, ma al Vaticano arriva di fatto quasi il 90% dell'otto per mille nazionale.
Non esiste alcun luogo dove il contribuente possa trovare un'informazione completa, con dati assoluti e percentuali sulle scelte e, naturalmente, sull'impiego dei fondi da parte di ciascun beneficiario. Per capire il bilanciamento della situazione valga anche come l'Erario devolve i soldi: sempre in base alla legge 222, solo per Chiesa vaticana, da' un anticipo nell'anno in corso e un successivo conguaglio "entro il mese di gennaio del terzo periodo d'imposta successivo", cioe' entro il terzo anno; le altre Confessioni, invece, per incassare le somme a loro dovute, devono aspettare "il terzo periodo d'imposta successivo".
Per avere un quadro preciso di come funziona l'8 per mille (OPM) e delle cifre che annualmente vengono distribuite riprendiamo un articolo pubblicato sul sito Internet dell'Aduc (Associazione per Diritti degli Utenti e Consumatori) che con la rubrica "La pulce nell'orecchio" di Annapaola Laldi segue da anni la materia ed e' l'unico archivio aggiornato che il cittadino ha a disposizione:
"Le confessioni religiose che concorrono all'assegnazione dell'OPM sono ancora 6, come negli anni passati. Eccole elencate nella loro denominazione ufficiale:
1) Chiesa cattolica; 2) Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi (Valdesi); 3) Unione delle comunita' ebraiche italiane (UCEI); 4) Chiesa evangelica luterana in Italia (Luterani); 5) Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (Avventisti); 6) Assemblee di Dio in Italia (ADI).
E' opportuno ricordare che l'OPM distribuito nel 2008 e' quello relativo alla dichiarazione dei redditi IRPEF (ora IRE) del 2005 (anno in cui si dichiararono i redditi percepiti nel 2004).
1. DA UNO SGUARDO D'INSIEME (UN PO' CARENTE) SUL 2008 …
Come l'anno passato, purtroppo, non siamo in grado di fornire la tabella precisa dei dati riguardanti il numero totale dei contribuenti, il numero assoluto e percentuale delle scelte espresse (valide e non valide) e non espresse e i numeri assoluti delle scelte a favore dei singoli beneficiari. Questo perche' dal 2007 la Ragioneria dello Stato non ha piu' fornito tali tabelle, dichiarandosi non piu' competente in materia e rimandando a fumosi indirizzi dell'Agenzia delle Entrate che non rispondono o si appellano a una presunta delicatezza dei dati, rinviando ad altro indirizzo....
Comunque... alcuni dati importanti sono stati rinvenuti in altri documenti pubblici pescati su Internet, qualcosa e' come piovuto dal cielo e quindi anche per il 2008 e' possibile fornire a chi legge queste righe un'informazione soddisfacente.
Scelte espresse globali:
Per l'anno di distribuzione OPM 2008 (dichiarazione redditi 2005) le scelte espresse sono state il 41,83% e quelle non espresse sono state il 58,17%. Rispetto al 2007 le scelte espresse hanno registrato un incremento dello 0,97% (nel 2007, infatti, si erano fermate al 40,86%).
Percentuali di gradimento per ogni beneficiario:
Disponendo anche delle percentuali di gradimento espresso dal 41,83% dei contribuenti, e' possibile calcolare la percentuale in assoluto, cioe' sul 100% dei contribuenti:
Stato:
7,60% scelte espresse pari al 3,18% del totale contribuenti
C. cattolica:
89,82% scelte espresse pari al 37,57% del totale contribuenti
Avventisti:
0,18% scelte espresse pari allo 0,075% del totale contribuenti
ADI:
0,18% scelte espresse pari allo 0,075% del totale contribuenti
Valdesi:
1,60% scelte espresse pari allo 0,67% del totale contribuenti
UCEI:
0,37% scelte espresse pari allo 0,15% del totale contribuenti
Luterani:
0,25% scelte espresse pari allo 0,10% del totale contribuenti
E' appena il caso di ricordare che, secondo l'assurdo meccanismo della distribuzione dell'OPM, teso a favorire la Chiesa cattolica, quest'ultima, col solo 37,57% delle preferenze si porta a casa l'89,82% dell'intero ammontare OPM che quest'anno (2008) era di euro 948.583.048,73 (su un totale IRE di euro 129.197.881.091,41)
In proporzioni infime, e' naturale, la distribuzione di tutto l'OPM secondo le scelte espresse riguarda anche gli altri percettori, ad eccezione, ancora dei Valdesi e delle ADI che continuano a incassare solo la somma corrispondente alla quota espressa, rispettivamente dello 0,67% e 0,075%. E' vero che i Valdesi hanno firmato una nuova Intesa che prevede anche la loro partecipazione alla seconda distribuzione. Si puo' dire subito che Valdesi e ADI hanno lasciato allo Stato una somma pari a euro 10.701.987,62, che e' appunto quella della scelta non espressa.
a) RIPARTIZIONE DELL'AMMONTARE OPM 2007
Secondo i dati ministeriali l'ammontare dell'OPM per il 2008 risulta essere di euro 948.583.048,73.
Alla Chiesa cattolica risultano assegnati a titolo di anticipo per il 2008 (cioe' denuncia redditi 2008) euro 928.364.294,37, che, sommati al conguaglio per la denuncia redditi del 2005, di euro 74.149.420,94, raggiungono la cifra di euro 1.002.513.715,31,
Agli Avventisti euro 1.860.449,49,
Ai Luterani euro 2.583.957,62,
All'UCEI euro 3.824.257,28,
Ai Valdesi euro 6.917.564,63 (solo prima distribuzione relativa alle quote espresse)
Alle ADI euro 7778.226,02 (idem come per i Valdesi)".
Fin qui parte dell'articolo dal sito Internet dell'Aduc.
Il meccanismo dell'8 per mille doveva essere basato sulla volontarieta', ma la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, questo principio. Una partita a cui tuttavia non tutti possono giocare: sono infatti ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un’Intesa con lo Stato italiano. Ecco perche' la Chiesa, attraverso alcuni parlamentari cattolici vaticani, blocca l’accordo (gia' sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l’avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di euro per la Chiesa cattolica.
Curzio Maltese con il libro "La Questua", realizzato con il contributo di Maurizio Turco, deputato Radicale ha cercato di rispondere alle domande: Quanto costa la Chiesa cattolica ai contribuenti italiani? Chi gestisce il fiume di denaro che passa ogni anno dalle casse dello Stato alle istituzioni ecclesiastiche? E come vengono usati questi soldi? Un miliardo di euro dai versamenti dell’otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanita'. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica. A cui bisognerebbe aggiungere almeno il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione europea: il mancato incasso dell’Ici, l’esenzione da Irap, Ires e altre imposte, l’elusione consentita per le attivita' turistiche e commerciali. Per un totale di circa 4 miliardi di euro, piu' o meno mezza finanziaria, l’equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all’anno. Una somma (e' la stessa Conferenza episcopale italiana a dichiararlo) che solo per un quinto viene destinata a interventi di carita' e di assistenza sociale.
Come primo contributo ad un dibattito sui rapporti Stato e Chiesa con il presente disegno di legge si riconduce l'8 per mille al principio della volontarieta' abrogando il meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse, pur consapevoli della necessita' di revisione piu' complessiva o di abrogazione integrale. Altre forme e altre modalita' di finanziamento possono essere studiate per le Chiese e le confessioni religiose, ispirandosi al modello tedesco di una tassazione ad hoc o prendendo spunto da modelli liberali di erogazioni volontarie, prevedendo in caso la possibilita' di deducibilita' dal reddito senza limiti come sono oggi di poco piu' di mille euro all'anno.

Disegno di legge

Articolo 1

Alla legge n.222 "Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi" del 1985, all'art. 47 al terzo paragrafo abrogare le seguenti parole: "In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse".

Alla legge n.516 "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno" del 1988, all'art. 30 sopprimere il terzo comma.

Alla legge n.520 "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI)" del 1995, all'art. 27 sopprimere il secondo periodo del secondo comma.

Alla legge n.638 "Modifica dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane, in attuazione dell'articolo 8, comma terzo, della Costituzione" del 1996, all'art. 2 sopprimere il secondo periodo del secondo comma.

Alla legge n.68 “Modifica della legge 5 ottobre 1993, n. 409, di approvazione dell'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione” del 2009, sopprimere l’art.2.

 
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