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Aria di Padova, perfetta illegalita' ambientale e sanitaria. Interrogazione parlamentare
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Iniziativa 
13 gennaio 2010 14:58
 
Interrogazione dell'on. Elisabetta Zamparutti (Radicali-Pd), membro della commissione Ambiente al
- ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
- ministro della Salute


Premesso che:

secondo i dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria gestita dal Dipartimento Provinciale ARPA Veneto riguardanti il periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009, nella città di Padova il livello di concentrazione delle polveri sottili, Pm10, è stato superato per 102 giorni. La legge prevede che la media giornaliera dei 50 ug/m3 può essere superata al massimo per 35 volte l’anno;

secondo i dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria gestita dal Dipartimento Provinciale ARPA Veneto per 15 giorni consecutivi, dal 12 al 26 novembre 2009, la concentrazione di Pm 10 è risultata costantemente oltre la norma, con picchi che hanno superato il doppio del limite giornaliero consentito dalla legge. La punta massima è alla stazione Mandria Ca’ Rasi con 104 ug/m3; la media di concentrazioni di Pm10 nei 15 giorni consecutivi, dal 12 al 26 novembre 2009, è di: 84,6 ug/m3 per stazione Granze di Camin 82,7 ug/m3 per stazione Viale Internato Ignoto – Inceneritore San Lazzaro 82,4 ug/m3 per stazione Mandria Ca’ Rasi 79,8 ug/m3 per stazione di Arcella Guido Reni 76,3 ug/m3 per stazione Via Carli – Inceneritore San Lazzaro

secondo i dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria gestita dal Dipartimento Provinciale ARPA Veneto, per 9 giorni consecutivi, dal 16 al 24 dicembre 2009, la stazione di rilevamento di Arcella Guido Reni ha registrato picchi di concentrazione di Pm10 pari a 118 ug/m3. La media di concentrazioni di Pm10, dal 16 al 24 dicembre 2009, è pari a 81,67 ug/m3;

nella centralina di rilevamento della stazione Mandria Ca’ Rasi, nel mese di marzo 2009, si sono raggiunti picchi di concentrazioni di Pm10 pari a 144ug/m3;

la centralina di rilevamento delle polveri ultrasottili, Pm 2.5, della stazione di Mandria Ca’ Rasi del 28 febbraio 2009 ha raggiunto un livello di concentrazioni pari a 155 ug/m3;

la stazione Aps1 Viale Internato Ignoto - Inceneritore San Lazzaro, il 1 marzo 2009 registra una concentrazione di polveri ultrasottili, Pm 2.5, pari a 116/ug/m3;

la stazione Aps2 Via Carli - Inceneritore San Lazzaro, il 1 marzo 2009 registra una concentrazione di polveri ultrasottili, Pm 2.5, pari a 122/ug/m3;

nella centralina di rilevamento della stazione Arcella Guido Reni, il 28 dicembre 2009, si sono raggiunti picchi di concentrazioni di Pm10 pari a 136ug/m3;

l’amministrazione del Comune di Padova nei 15 giorni consecutivi, dal 12 al 26 novembre, e nei 9 giorni consecutivi, dal 16 al 24 dicembre, non ha ritenuto di informare la popolazione durante le giornate consecutive di superamento della soglia di attenzione sui pericoli derivanti dall’esposizione del Pm10 e Pm 2.5; non ha consigliato ai bambini di evitare giochi e divertimenti all’aria aperta che richiedano intenso sforzo; agli sportivi di preferire l’attività in ambienti chiusi; alle persone anziane di limitare le passeggiate all’aperto; alle persone con problemi polmonari o affette da disturbi cardiaci di evitare del tutto l’attività fisica all’aperto e limitare la permanenza allo stretto indispensabile; a tutti gli altri il consiglio di ridurre la permanenza all’aria aperta;

l’amministrazione del Comune di Padova nei 15 giorni consecutivi, dal 12 al 26 novembre, e nei 9 giorni consecutivi, dal 16 al 24 dicembre, in una situazione acuta di inquinamento atmosferico con gravi rischi per la salute pubblica non ha posto in essere ulteriori misure restrittive alla circolazione (compreso il blocco totale della circolazione) in grado di ridurre i livelli di inquinamento da polveri sottili;

il Decreto del Ministero dell’Ambiente n° 163 del 21 aprile 1999 individua i criteri ambientali e sanitari in base ai quali i Sindaci possono applicare misure di limitazione della circolazione veicolare al fine di ottenere un concreto miglioramento della qualità dell’aria in ambito urbano;

il D.M. 163/99 è stato modificato dal D.M. 60/02 per adeguarlo ai contenuti di tale decreto e del D.Lgs. 351/99. I Sindaci dei Comuni appartenenti agli agglomerati ed alle zone in cui sussiste il superamento ovvero il rischio di superamento del valore limite giornaliero per le polveri Pm10, possono adottare misure di limitazione della circolazione per determinate categorie di veicoli. Tali misure possono essere modulate sulla base delle previsioni di miglioramento o peggioramento dello stato della qualità dell’aria;

la Regione Veneto non ha previsto l’adozione di provvedimenti pianificatori, di coordinamento e di indirizzo, uniti alla concessione di adeguate risorse economiche ai Comuni impegnati a fronteggiare il problema dell’inquinamento dell’aria;


Considerato che:

lo studio italiano MISA-2, un grande studio pianificato di metanalisi sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici, coordinato da Annibale Biggeri, Universita' di Firenze, Pierantonio Bellini, Universita' di Padova e Benedetto Terracini, Universita' di Torino ha misurato direttamente gli effetti del Pm10 presente nell'aria delle nostre citta' stabilendo che l'aumento di mortalita' cardiovascolare si manifesta entro i 4 giorni successivi al picco di inquinamento. L'aumento di mortalita' per cause respiratorie si protrae per almeno 10 giorni;

lo studio italiano MISA-2, per la prima volta in Italia, ha studiato anche gli effetti dell'aria di citta' sulle fasce estreme di eta' (neonati e ultraottantacinquenni). La relazione tra concentrazioni degli inquinanti e mortalita' e ricoveri ospedalieri e' risultata tendenzialmente maggiore tra gli anziani, in particolare tra i soggetti con piu' di 85 anni, e, per NO2 e CO, per i neonati fino a 24 mesi. Cio' non significa che gli effetti deleteri dell'inquinamento riguardino solo un sottoinsieme della popolazione, perche' sono stati osservati rischi anche in quelle fasce giovani-adulte che si ritenevano meno suscettibili. Con una differenza, comunque: mentre nei piu' anziani l'inquinamento puo' uccidere, perche' peggiora le condizioni di un fisico gia' debilitato, nei piu' piccoli gli effetti si manifestano appieno solo a lungo termine, con la comparsa di ulteriori malattie;

una ricerca condotta dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), per conto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (APAT) tra il 2002 e il 2004, dal titolo “Impatto sanitario del pm10 e dell’ozono in 13 città italiane”, ha preso in esame 13 città con più di 200.000 abitanti: Torino, Genova, Milano, Trieste, Padova, Venezia-Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Palermo, per un totale di nove milioni di persone (il 16% del totale della popolazione nazionale) rilevando che gli effetti a lungo termine delle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 ug/m3 hanno causato una media annuale di 8.220 morti, vale a dire il 9% della mortalità negli over 30 per tutte le cause, esclusi gli incidenti stradali;

sempre secondo lo studio Oms, di queste morti, in base alle nuove conoscenze disponibili sugli effetti sanitari del Pm10, è possibile scomporre l’impatto della mortalità per gli effetti cronici oltre i 20 ug/m3 in: cancro al polmone per 742 casi all’anno, infarto per 2.562 e ictus per 329. Tra le malattie provocate dal PM10 compaiono poi anche bronchiti, asma, sintomi respiratori in bambini e adulti, ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie che determinano perdita di numerosi giorni di lavoro;

uno studio epidemiologico condotto da Legambiente di Padova, utilizzando gli stessi parametri scientifici dell’Oms, sull’impatto sanitario del Pm10 sulla popolazione residente a Padova negli anni 2001-2005, ha stimato che il numero di decessi che si sarebbero potuti evitare se il Pm10 si fosse mantenuto a 20 ug/m3, anziché ad una media di 57,9 ug/m3, calcolata per il quinquennio 2001-2005, è stimato in 285 annui, pari al 13% del totale dei decessi per cause naturali rilevato nel 2001;

sempre secondo lo studio di Legambiente di Padova sull’impatto sanitario del Pm10 sulla popolazione residente a Padova negli anni 2001-2005, considerando gli effetti cronici, si può attribuire all’inquinamento da Pm10 un notevole aumento della mortalità per tumori delle vie respiratorie e di quella per infarto, con un numero di casi attribuibili pari rispettivamente del 15 e 28% di tutti i decessi per tali cause;

la direttiva 2008/50/CE fissa i limiti delle particelle sottili, Pm2.5, e stabilisce che gli Stati membri portino entro il 2015 i livelli di Pm2.5 nelle aree urbane al di sotto dei 20 ug/m3 e riducano entro il 2020 l'esposizione del 20% rispetto ai valori del 2010.

la Commissione Europea ha avviato la procedura di infrazione per l’Italia per non aver rispettato la norma relativa alle concentrazioni di Pm10, ovvero le polveri sottili alle quali è notoriamente attribuita la responsabilità di avere generato gravi conseguenze sulla salute umana come asma, problemi cardiovascolari, cancro al polmone e morte prematura. Le concentrazioni di queste sostanze cancerogene hanno infatti superato i limiti massimi previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria fissati dall’Unione Europea.

Si chiede di sapere:

se i ministri in indirizzo non ritengano, ove ne sussistano i presupposti, opportuno esercitare i poteri di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998;

quali provvedimenti intendano adottare per assicurare il rispetto della direttiva 2008/50/CE.

 
 
 
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