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Strategia energetica nazionale. Aduc audita dai gruppi parlamentari del Pd
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Notizia di Redazione
7 settembre 2017 13:08
 
 il Partito Democratico e i Gruppi parlamentari PD di Camera e Senato stanno svolgendo una riflessione in merito alla strategia energetica nazionale e alla sua implementazione. Per questo hanno chiesto di audire la nostra associazione, L’incontro e’ oggi alle 15, 30.
L’Aduc, per voce del suo segretario nazionale Primo Mastrantoni, ha presentato il documento che alleghiamo e i cui obiettivi qui riportiamo:

Se l'obiettivo principale del piano SEN (Strategia Energetica Nazionale) è la riduzione dei gas serra, ci si dovrebbe interrogare quali siano le scelte da compiere per non cadere negli errori del passato e addossare al contribuente il carico di scelte improprie.
Non vorremmo che fra alcuni anni si procedesse al decommissioning anche per il gas, con i relativi costi da addebitare sulla bolletta dell'utente.

E' noto che, oggi, il 79 per cento del fabbisogno energetico nazionale è coperto da fossili (36 per cento prodotti petroliferi, 35 per cento gas), e dal 7-8 per cento di carbone. Nel settore dei trasporti il petrolifero ne copre il 95 per cento.
La gassificazione prevede la sostituzione delle centrali a carbone.

Per le rinnovabili, come detto, i consumi complessivi lordi sono al 17%, con generazione elettrica del 33%; si punta al 27% dei consumi complessivi lordi nel 2030 che, tradotti, significherebbero quasi il 50% della generazione elettrica.

Individuare nelle rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico, una fonte primaria di produzione elettrica può essere l'occasione per intervenire sul patrimonio edilizio e sulle strutture esistenti, sia pubbliche sia private, invece di incidere su aree agricole o disseminare il territorio di pale eoliche, per poi procedere alla loro rimozione, con probabili costi aggiuntivi per gli utenti.

La razionalizzazione energetica passa anche con il recupero e la riqualificazione dell'edilizia, con nuovi criteri che abbattano il costo della bolletta. E' un programma di lungo respiro che porterà ad una razionalizzazione dei consumi e a minori richiesta di energia da fonti fossili.

Si tratta di capire quale è il sistema di fonti energetiche integrate più idoneo a soddisfare le esigenze del Paese, sia in termini di utilizzo che di costi, con un obiettivo di lungo termine.

Occorre, dunque, che sia individuata una strategia energetica e non una tattica elettrica come, in sostanza, prevede la SEN, ripercorrendo, al presente, scelte sbagliate del passato.

Quel che appare dalla lettura della SEN ci sembra che segua percorsi già esistenti, senza che il piano assuma quel ruolo di programmazione e di propulsione di una strategia degna di questo nome.
In sostanza, l'intervento concreto si traduce nel finanziamento dei processi di metanizzazione, il che non è, ovviamente, sufficiente, mentre per gli altri settori, rileviamo solo auspici e propositi, più che tangibili programmi strategici di intervento.

Qui l’intervento completo
 
 
 
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